La bufala della Coca-cola usata come anti-ruggine

Online si trovano molti video che spiegherebbero come la Coca-Cola sia un potentissimo anti-ruggine, e che berla farebbe malissimo per questo motivo.

– Posto che la Coca-Cola fa male se bevuta in eccesso (torna il principio della dose), non in sé, per esempio perché contiene zuccheri o caffeina che non possono essere presi a tonnellate…

– Posto che gli acidi del nostro stomaco sono ben più aggressivi dell’acido fosforico, e che quindi se usate la coca-cola come pulente, potreste a ragion di vostra logica usare i vostri succhi gastrici con effetto nettamente migliore, come suggerisce Antonio Russo, un esperto di marketing, in un simpatico post su FB…

L’effetto anti-ruggine/pulente della Coca-Cola è dato dall’acido fosforico, appunto,  o acido ortofosforico, che è un composto inorganico presente normalmente in molti frutti e in molte verdure. Il prodotto usato commercialmente è però ottenuto dal fosfato, estratto dalle miniere statunitensi.  Quest’acido (formula chimica: H3PO4) è un acido inorganico relativamente debole utilizzato nell’industria alimentare come conservante, emulgatore, acidificante (ad esempio in queste bibite a base di cola) o come correttore di acidità.

Quindi, pur essendo un acido, nello stomaco neutralizza gli acidi presenti, per non “iper-acidificare” lo stomaco. Motivo per cui la coca-cola “fa digerire” come il bicarbonato, ma non di più; niente buchi all’intestino insomma.

Il che è proprio l’opposto di ciò che vorrebbero farvi credere in questi video pseudo-scientifici. Infatti questo acido si usa anche come componente per i farmaci anti-acidità: è un acido che funziona sia come acido che come anti-acido, un regolatore insomma.

E si usa anche in odontoiatria per pulizie e come componente dei dentifrici.

Quindi se stai usando la coca-cola come pulitore, sei vittima di marketing. Di quello più becero.

Inoltre sei pure spendaccione, perché l’acido fosforico è venduto in forma concentrata e quindi in proporzione ti costa nettamente meno di quello diluito nella coca-cola.

Tanto vale usarla, questa bibita a base di cola, per innaffiarci il tuo piatto preferito, senza farti venire troppe fisime complottiste. Basta non esagerare, ed è fatta: sul fatto che dall’uso combinato dei due ingredienti principali, la coca e la cola, la bibita acquisì il nome attuale ne parliamo magari un’altra volta.

Basta per ora sapere che l’estratto delle noci di cola, quando la coca venne bandita (dalla pianta si estrae infatti la coacina), venne scartato l’alcaloide dagli estratti dalle foglie di coca, mentre la cola (in noci) continuò a essere utilizzata.

Vuoi saperne di più del dietro le quinte della ristorazione e delle bufale che girano in rete? iscriviti alla nostra newsletter. Puoi farlo subito da qui:

www.cortemedici.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *